L' HPV (dall'inglese Human Papilloma Virus), o Virus del Papilloma umano, è la causa necessaria per il tumore al collo dell’utero.

Diversamente da altri tipi di tumore, per il cancro del collo dell’utero la causa non è una predisposizione genetica individuale, ma un virus chiamato papillomavirus umano. Questa informazione basilare è riportata nell’opuscolo informativo che adolescenti e giovani donne in Italia hanno ricevuto negli ultimi anni. Tra l’altro si legge anche che oggi è disponibile un vaccino in grado di proteggere da alcuni tipi di papilloma e quindi dal cancro del collo dell'utero. «Ora dipende da te», è il messaggio finale.

Il Papilloma virus umano ( HPV ) è un virus molto diffuso: ne esistono oltre 100 sierotipi, ma di questi solo alcuni sono capaci di provocare quelle alterazioni della mucosa del collo dell’utero che possono portare al tumore. Fra i sierotipi in grado di provocare lesioni pretumorali, il 16 e il 18 sono i più importanti, in quanto responsabili del 70% dei tumori del collo dell’utero.

L’infezione da HPV è la più comune delle infezioni a trasmissione sessuale, si stima che oltre l’80% delle donne sessualmente attive si infetti nel corso della vita.
Il rischio di contrarre l’infezione comincia col primo contatto sessuale e può perdurare per tutta la vita, ma l’incidenza è più alta nelle donne attorno ai 25 anni.
L’uso del profi lattico riduce il rischio ma non protegge completamente da questa infezione. Nella maggior parte delle donne l’infezione è transitoria, asintomatica.

Il 56% dei giovani adulti che iniziano un nuovo rapporto di coppia si infettano con il papillomavirus. E' quanto emerge da un'indagine canadese. I risultati dello studio mostrano chiaramente che le infezioni da HPV, il virus complice del cancro al collo dell'utero, sono frequentissime tra i giovani. E' risultato inoltre che con elevatissima probabilità se un partner ha certi ceppi virali, anche l'altro nella coppia avrà gli stessi ceppi, segno che uno ha infettato l'altro.

La trasparenza nella comunicazione è un passo fondamentale per le dirette interessate e verso i genitori. Perché è evidente che si tratta di parlare di malattie e di sesso, di tumori e di contagio, rivolgendosi a ragazzine e a genitori che vivono il burrascoso periodo dell’adolescenza. L’imbarazzo incombe perché affrontiamo argomenti che sono ancora tabù e, in più, il vaccino impone un dialogo sulle patologie che si trasmettono con i rapporti sessuali.

Ma se non ci chiariamo le idee rischiamo di complicare parecchio le cose. Così, ben il 14 per cento delle 500 intervistate durante un indagine svolta in Inghilterra, ha dichiarato (sbagliando) di temere di avere maggiori rischi d’infezione sessuale a causa del vaccino. Fortunatamente, però, ben il 79 per cento delle ragazze ha confessato che l’iniezione anti-Hpv è servita a renderle più consapevoli del rischio del contagio sessuale.

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Informazioni sull'HPV da PartecipaSalute